Aragosta: preziosa, non solo per il prezzo

aragosta_L’aragosta è un crostaceo molto apprezzato, catturato, con il metodo o Trammel la pentola, e consumata dalla classe medio-alta fin dai tempi antichi. In epoca romana, l’aragosta era generalmente chiamata “locusta”, ed era considerato un alimento molto prezioso, ma altrettanto sgradevole: era consigliabile cuocerla in acqua e aceto, in modo da rendere il sapore meno grasso. La colorazione, in una buona aragosta,  è bruno-rosso o viola-marrone, ma ci possono essere notevoli variazioni. L’aragosta è una specie demersale, cioè  vive prevalentemente in prossimità della ghiaia o fondali rocciosi a profondità variabili da 20 a 200 m. L’aragosta, presenta molto carapace, ciò significa che per il peso di una intera aragosta solo un terzo è rappresentato dalla sua deliziosa carne. Dal punto di vista culinario, le aragoste migliori sono quelle che vivono nei mari ricchi di plancton e alghe, per la loro carne più delicata. L’aragosta è ricca di proteine,  di minerali (quali calcio, potassio, sodio e fosforo) e vitamine, soprattutto A, B1 e B2 e fornisce anche una buona dose di acidi grassi omega 3.

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